La “Corsa di Natale”: Rito di benessere o stress inutile?
Mancano poche ore a Natale. Le scadenze lavorative di fine anno si accavallano, i regali sono (forse) pronti e la famiglia chiama. Eppure, nella testa del runner scatta quella vocina fastidiosa: “Se non esco a correre nemmeno oggi, perderò tutto l’allenamento”. Oppure: “Devo correre per meritarmi il pranzo di domani”.
Fermati un attimo. Parliamoci da coach a atleta, ma anche da imprenditore a imprenditore: ha senso aggiungere stress fisico a un periodo già denso di stress logistico ed emotivo?
Oggi analizziamo la “Corsa di Natale” non con il cuore, ma con la fisiologia.
Il mito del “Detraining” immediato
La paura numero uno è perdere la forma. Facciamo chiarezza con i dati. La scienza dello sport ci dice che il detraining (la perdita degli adattamenti fisiologici come il VO2 Max o la forza muscolare) non avviene in 48 o 72 ore.
Studi classici sulla fisiologia (come quelli di Coyle et al.) dimostrano che i primi cali significativi nella capacità aerobica si notano dopo 7-10 giorni di inattività totale. Saltare l’allenamento della Vigilia o di Natale non sposterà di una virgola la tua prestazione nella maratona di primavera. Anzi, potrebbe migliorarla.
Cortisolo vs Endorfine: Una questione di bilancio
Il corpo non distingue le fonti di stress. Per il tuo sistema nervoso:
La chiusura del bilancio aziendale è stress.
La coda per comprare il panettone è stress.
Una corsa di 15km tirata è stress.
Se la tua “vasca di stress” è già piena, aggiungere un allenamento forzato (fatto controvoglia o rubando ore al sonno) non produrrà adattamenti positivi. Alzerà solo i livelli di cortisolo, l’ormone che, se cronicamente alto, favorisce il catabolismo muscolare e la ritenzione idrica.
In sintesi: allenarsi stressati è spesso controproducente.
Quando correre ha senso (La strategia del benessere)
Questo significa che devi stare sul divano per forza? Assolutamente no. Significa che devi cambiare l’obiettivo dell’uscita.
Se decidi di allacciare le scarpe il 25 mattina, fallo se rispetti queste 3 regole d’oro:
Niente orologio (o niente passo): Esci per “pulire la mente”, non per battere un record.
Durata contenuta: 30-40 minuti sono sufficienti per attivare la circolazione e godersi l’aria fresca, senza impattare sulle riserve energetiche.
Piacere puro: Corri solo se ne hai voglia. Se lo fai per senso di colpa calorico, stai sbagliando approccio (e di questo parleremo nel prossimo articolo post-Natale).
Il consiglio del Coach Da running coach e imprenditore, il mio augurio per questo Natale è di allenare la flessibilità. La resilienza non si costruisce solo macinando km, ma sapendo ascoltare quando il corpo (e la famiglia) richiede la tua presenza altrove.
Goditi il riposo. Consideralo parte integrante della tua tabella di marcia verso i traguardi del 2026. Il magazzino delle tue energie ha bisogno di un inventario e di una pausa per ripartire a pieno regime.
Buon Natale e (se proprio volete) buone corse rigeneranti!
