Il problema del runner amatoriale che lavora (l’imprenditore, il manager, il libero professionista) non è la mancanza di volontà. È la mancanza di sistema.
Spesso gestiamo la corsa come gestiamo le urgenze in azienda: in modalità “Eroe”.
Saltiamo tre allenamenti perché siamo sommersi di lavoro, e poi cerchiamo di recuperare tutto nel weekend con un “lunghissimo” massacrante di 25 km, finendo per infortunarci o odiare la corsa.
Questo approccio “Tutto o Niente” è il nemico della performance. Nella logistica, settore da cui provengo, esiste una filosofia opposta che ha reso Toyota un gigante mondiale: il Kaizen. Kai (cambiamento) + Zen (meglio). Miglioramento continuo.
Oggi ti spiego come applicare la mentalità della Lean Production alla tua preparazione atletica. Se non hai tempo per allenarti, è perché non hai ancora ottimizzato il processo.
1. La Regola dell’1%: L’interesse composto della forma fisica
Nel business sai bene cos’è l’interesse composto. Nella corsa funziona uguale. Il Kaizen non cerca la rivoluzione immediata (correre subito a 4:00/km), ma cerca un miglioramento minuscolo, quotidiano.
Se migliori dell’1% ogni giorno, alla fine dell’anno non sarai il 365% migliore, ma il 3700% migliore (matematicamente: 1.01 elevato alla 365).
Come si applica alla Maratona? Smetti di guardare i 42 km come una montagna insormontabile.
- Non riesci a correre un’ora? Corri 20 minuti oggi.
- Domani corri 21 minuti.
- Dopodomani fai 21 minuti ma curi meglio la respirazione.
Per chi lavora 10 ore al giorno, la consistenza batte l’intensità 10 a 0. È meglio correre 30 minuti 4 volte a settimana (costruendo abitudine e volume) che 2 ore solo la domenica. Il tuo corpo assimila meglio lo stress, il rischio infortuni crolla, e il metabolismo resta attivo.
2. Eliminare i “Muda” (Sprechi) dalla tua routine
Nella logistica, i Muda sono gli sprechi che non portano valore al cliente (attese, movimenti inutili, scorte eccessive). Nella vita di un runner impegnato, i Muda sono tutto ciò che consuma tempo ed energia mentale prima ancora di aver allacciato le scarpe.
I 3 Sprechi più comuni del Runner-Manager:
- Decision Fatigue (Spreco di Intelletto): Arrivare a casa alle 19:00 e doversi chiedere: “Dove vado a correre? Cosa mi metto? Che allenamento devo fare?”.
- Soluzione Kaizen: La decisione si prende la domenica sera. La tabella è sacra. Quando arrivi a casa, esegui e basta.
- Tempo di Transizione (Spreco di Movimento): Perdere 20 minuti per cercare il cardiofrequenzimetro scarico o i calzini giusti.
- Soluzione Kaizen: Prepara il “Kit Corsa” la sera prima o tienilo in macchina. Deve essere un’operazione “Grab & Go”. Se l’ostacolo tra te e la porta è di soli 30 secondi, uscirai. Se è di 10 minuti, resterai sul divano.
- Junk Miles (Spreco di Produzione): Correre chilometri “spazzatura” senza uno scopo, troppo veloci per recuperare, troppo lenti per allenare la soglia.
- Soluzione Kaizen: Ogni uscita deve avere un obiettivo chiaro (Recupero, Soglia, Lungo). Se hai solo 40 minuti, rendili 40 minuti di qualità, non di “riempitivo”.
3. Standardizzazione: La tua Check-List pre-volo
Nessun aereo decolla senza check-list, nessun pacco esce dal mio magazzino senza etichetta. Perché tu esci a correre a caso? Per chi ha una vita frenetica, la routine standardizzata è l’unica ancora di salvezza nei periodi di stress.
Crea il tuo protocollo standard:
- Orario Fisso: Se aspetti di “avere tempo”, non accadrà mai. Blocca l’agenda (es. 06:30 AM o 13:00 PM). Quello slot è una riunione con te stesso.
- Percorso Standard: Durante la settimana, non perdere tempo a esplorare. Avere un percorso noto di 8-10 km vicino a casa/ufficio ti permette di misurare i progressi e riduce l’ansia da “dove vado”.
- Alimentazione Standard: Sai già cosa mangiare a colazione prima dell’allenamento. Non improvvisare.
4. Il Ciclo PDCA: Plan, Do, Check, Act
Il cuore del Kaizen è il ciclo di Deming. Ecco come usarlo per preparare la tua gara:
- PLAN (Pianifica): Definisci l’obiettivo (es. Mezza di Torino) e stendi il piano realistico basato sui tuoi impegni lavorativi reali, non ideali.
- DO (Esegui): Allenati seguendo il piano, focalizzandoti solo sull’allenamento di oggi.
- CHECK (Controlla): Qui entra in gioco la tecnologia. Una volta a settimana, guarda i dati (HRV, passo, sensazioni). Non guardarli per vanità, guardali per capire. Stai recuperando? Dormi abbastanza?
- ACT (Agisci/Correggi): Se i dati dicono che sei sovrallenato o che il lavoro ti sta prosciugando, correggi il tiro. Il piano non è scolpito nella pietra. Se hai una trasferta di lavoro, sposta il lungo. Adattabilità intelligente, non rigidità stupida.
5. Conclusione: La Maratona non è un evento, è un processo
Smetti di pensare alla maratona come al giorno della gara. La maratona è ciò che fai il martedì mattina alle 6:00 quando piove e hai una riunione alle 9:00.
Applicare il Kaizen significa innamorarsi della noia della ripetizione. Significa accettare che oggi farai solo un piccolo passo avanti, impercettibile. Ma tra sei mesi, guardandoti indietro, vedrai che hai scalato una montagna.
Se sei un professionista e cerchi un metodo che rispetti il tuo tempo e applichi questa logica scientifica, non hai bisogno di un motivatore. Hai bisogno di ottimizzare la logistica del tuo corpo.